I Swear
Chiunque abbia lavorato al tampone
deve considerare le sue mani sporche di quel sangue e non può dire che faceva
solo il suo lavoro.
“Basta.”
Sporche di quel sangue.
“Ti prego
basta.”
Sangue.
Ha ancora in
testa le parole di Matt. E’ in questi casi che odia la sua memoria perfetta.
Talmente perfetta da fargli ricordare non solo le parole ma anche il tono, le
espressioni, tutto.
Era tornato a
casa in silenzio e correndo.
L'ho creato io.
“Piantala.
Piantala. Piantala. Piantala.”
Gli erano
cadute le chiavi tre volte prima di riuscire ad aprire la porta di casa. Le
mani non la smettevano di tremare. Aveva anche il respiro accelerato di chi sta
avendo un attacco di panico in piena regola. Richiude la porta sbattendo,
facendo spaventare i due animaletti che erano venuti ad accoglierlo.
Ha lanciato le
scarpe ed è corso su in camera, mentre le lacrime cominciavano a rigargli il
viso.
Si è slacciato la fondina con dentro la sua Glock 17 con la sicura inserita, che fa
un rumore sordo quando tocca il pavimento di legno. Stessa sorte per il
coltello e il coltello a serramanico. I telefoni finiscono lanciati sul divano.
I lecca lecca dietro di lui, scivolando vicino alle scale.
“Non dovevo.
Non dovevo. Sono fottuto. Adesso sono morto.”
Si era lasciato
cadere sul letto e, dopo poco, si era messo sotto le coperte, al buio.
“Calma, andrà
tutto bene.”
Il tentativo
stupido e razionale di una piccola parte di cervello di mettere un freno alla sua nevrosi.
“Col cazzo. Non va bene per niente. Perché cazzo l’ho fatto?”
Quindi sei tu che ha creato tutto
questo casino? Sapevi quale sarebbero state le conseguenze? Oppure hai
accettato solo perché era un lavoro come tanti?
“Che cosa avrei
dovuto fare? Rifiutarmi? Tanto lo avrebbe fatto un altro. Mi serve il lavoro
alla Thorne. Per i miei fratelli.”
“Balle.”
Adesso urlava. Giusto
nel secondo che serve per riprendere fiato sente un miagolio piccolo per poi percepire
le coperte tirarsi un po’. Il gatto era salito sul letto.
- Sora vattene.
Quello stupido
gatto si era arrampicato sul letto e adesso stava cercando di infilarsi sotto
le coperte con lui. Non lo vede, c’è troppo buio, ma lo sente fare la fusa,
cercare di consolarlo. Dopotutto gli animali hanno quel magico potere di
percepire lo stato delle persone a cui tengono.
- Cosa ho fatto
Sora?
Ci saranno stati almeno centinaia di
mutanti arrestati da quando è uscito il tampone. Vite e famiglie stroncate.
Morti per la città.
“Non lo volevo.
Lo giuro. Non lo volevo. Io non volevo tutto questo.”